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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

BION E GLI ASSUNTI DI BASE

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BION E GLI ASSUNTI DI BASE   Lo psicoanalista britannico Wilfred Bion studiò a lungo il funzionamento dei gruppi, a partire dalla sua esperienza negli ospedali psichiatrici inglesi dopo la Prima guerra mondiale, lavorando con soldati affetti da disturbi post-traumatici. Nel 1961 pubblicò Esperienze nei gruppi, opera in cui affermò che l'essere umano è per natura un essere sociale e può sviluppare pienamente le proprie potenzialità solo all'interno dei gruppi. L'aspetto più innovativo del pensiero di Bion è l'idea che la dimensione gruppale esista anche nel singolo individuo, indipendentemente dalla presenza reale di un gruppo: la "gruppalità" fa parte del funzionamento psichico umano. Secondo Bion, ogni gruppo ha una doppia natura: consapevole e razionale, tipica del gruppo di lavoro, orientato al raggiungimento di un obiettivo condiviso;  inconsapevole, che si esprime attraverso gli assunti di base, cioè modalità emotive e irrazionali che servono a mantener...

STUDI E TEORIE SUI GRUPPI, IL T-GROUP

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 STUDI E TEORIE SUI GRUPPI Secondo Kurt Lewin, uno dei principali studiosi di psicologia sociale, il gruppo non è solo la somma delle persone che lo compongono, ma è un'entità autonoma, con caratteristiche proprie. Questa idea deriva dalla psicologia della Gestalt, secondo cui il tutto è diverso dalle singole parti. In un gruppo agiscono forze dinamiche che influenzano il comportamento, i pensieri e lo stile degli individui. Per questo motivo, il gruppo di appartenenza e la cultura incidono fortemente su come una persona si comporta. Per Lewin, ciò che definisce un gruppo non è la somiglianza tra i membri, ma il fatto di condividere un destino comune, cioè obiettivi e aspettative condivise. Anche se le persone sono diverse e svolgono ruoli differenti, sono interdipendenti: ognuno dipende dagli altri. Ogni individuo è quindi sia indipendente (ha una propria personalità) sia dipendente (subisce l'influenza del gruppo). I gruppi possono essere piccoli o molto grandi, ma la strut...

LE EURISTICHE: DELLA RAPPRESENTANZA, DELLA DISPONIBILITA' E DELL'ANCORAGGIO

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 LE EURISTICHE Sono un sistema di regole rapide, semplici e efficienti su cui le persone di basano per fare delle scelte, risolvere problemi e esprimere giudizi.  Inoltre servono per facilitare l'incontro con gli altri e a favorire la conoscenza reciproca, qualche volta possono produrre effetti distorti ostacolando un reale contatto con le persone. Dato che la nostra mente è sempre attiva e che le informazioni che riceviamo sono moltissime abbiamo bisogno di scorciatoie che ci aiutino a rielaborare velocemente gli stimoli, fare una scelta e orientare il nostro comportamento.  Esse facilitano la rapidità di ragionamento, riducendo processi, laboriosi e prolungati, di valutazione dei dati e ci permettono di prendere decisioni in tempi brevi.  Possiamo definire le euristiche come STRATEGIE COGNITIVE che ci aiutano a sintetizzare i dati a disposizione rendendoli più semplici e elaborandoli velocemente per prendere decisioni efficaci in tempi brevi.  Esse non funzio...

IL MODELLO ALGEBRICO DI ANDERSON, IL MODELLAGGIO DI ASCH

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 IL MODELLO ALGEBRICO DI ANDERSON Secondo questo modello algebrico la realtà è una provvista di caratteristiche che possono essere colte dall' OSSERVAZIONE.   La percezione complessiva di una situazione o di una persona dipende quindi dalla somma delle percezioni.  Le impressioni complesse, negative e positive si formano sulla base di una somma algebrica dei singoli elementi combinati tra loro.  IL MODELLAGGIO DI ASCH Esso è basato sugli assiomi principali della psicologia della Gestalt, per cui "il totale è diverso dalla somma delle singole parti", quindi la percezione degli altri è unitaria ma non è la semplice somma delle diverse caratteristiche.  Secondo questo modello la nostra percezione delle persone si fonda su un principio unificatore che riassume le informazioni su un QUADRO INTERPRETATIVP GLOBALE.  Il processo di elaborazione complessivo di valutazione di una persona è influenzato a seconda di quali informazioni acquisiamo per prime, perciò i tra...

LA PSICOLOGIA SOCIALE, LE COMPETENZE SOCIALI, LA PERCEZIONE SOCIALE

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 LA PSICOLOGIA SOCIALE Nel corso degli anni la branca psicologica che si è occupata dei gruppi è la  PSICOLOGIA SOCIALE Tutti nasciamo, viviamo e cresciamo dentro un contesto in relazione con altri soggetti, significa che l'essere umano non può essere pensato o studiato dall'ambiente in cui vive. LE COMPETENZE SOCIALI 1.COMPETENZE COMUNICATIVE INTERPERSONALI: è un'abilità di ascolto, di comunicazione verbale e la capacità di sfruttare la comunicazione non verbale. 2.COMPETENZE DI GESTIONE DEI CONFLITTI: è la capacità di comprendere le emozioni proprie e altrui, includono: saper organizzare, accettare le differenze ecc... 3.COMPETENZE DECISIONALI: è la capacità di operare scelte tra diverse alternative.  4.COMPETENZE DI LEADERSHIP: capacità di organizzare un gruppo e stimolare condotte per il raggiungimento di un obiettivo.   LA PERCEZIONE SOCIALE La psicologia sociale è l'approfondimento di meccanismi che guidano questi processi, si occupa di capire attraverso...

GRUPPI UMANI, COSA E' UN GRUPPO, CLASSIFICAZIONE DEI GRUPPI

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 GRUPPI UMANI: DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONI Aristotele nella sua opera chiamata "POLITICA" definisce che l'uomo come ANIMALE POLITICO cioè sociale perché è incapace di vivere senza essere in relazione con una comunità di appartenenza e tende spontaneamente a creare aggregazioni con altri simili.  Il carattere sociale quindi si è consolidato grazie allo sviluppo del linguaggio; l'uomo tra tutti gli animali è proprio quello più socievole.  CHE COS'E' UN GRUPPO?  Un gruppo indica un insieme di persone che interagiscono tra loro, influenzandosi a vicenda. Questo significa che quando siamo dentro a un gruppo si ha un'idea di quali siano le regole e le norme di comportamento che lo guidano.  Un insieme di persone è considerato un gruppo da un punto di vista soggettivo e oggettivo.  1. SOGGETTIVO: quando le persone si considerano membri di quel gruppo, questo senso di appartenenza è necessario.  2. OGGETTIVO: quando l'esistenza del gruppo viene riconosci...

L'ESPERIMENTO DI BOBO, L'APPRENDIMENTO SOCIALE

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 L'ESPERIMENTO DI BOBO Nel 1961 Bandura dimostrò che l'imitazione porta all'apprendimento di comportamenti nuovi.   Primo gruppo: bambini vedevano adulti aggredire il pupazzo Bobo ---> imitavano subito le azioni aggressive anche su  altri giocattoli.    Secondo gruppo: bambini vedevano adulti punire l'aggressività e comportarsi gentilmente ----> mostravano comportamento gentile e si dedicavano ad altri giochi.   Terzo gruppo: bambini non vedevano alcun video -----> manifestavano aggressività solo in alcuni casi. Conclusione: i bambini apprendono osservando modelli, e il comportamento mostrato dipende dal tipo di esempio osservato. I RISULTATI DELL'ESPERIMENTO L'esperimento dimostrò che un comportamento può essere appreso per imitazione senza alcun rinforzo diretto. I bambini del primo gruppo non copiarono solo le azioni viste, ma svilupparono uno stile comportamentale aggressivo generalizzabile anche ad altri oggetti. Il secondo gruppo impa...

FACILITAZIONE DELL'APPRENDIMENTO, STRUTTURALISMO DIDATTICO, BANDURA

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  LA FACILITAZIONE DELL'APPRENDIMENTO Bruner, dopo aver studiato i processi mentali e l'influenza della cultura sull'apprendimento, individuò strategie per facilitarlo. La più importante è lo scaffolding: un sostegno fornito da qualcuno più esperto(come un insegnante) che permette all'allievo di fare ciò che da solo non riuscirebbe ancora a fare. È come un'"impalcatura" temporanea che aiuta a raggiungere un livello superiore di competenza. Per Bruner, l'apprendimento è situato, cioè avviene dentro un ambiente culturale e sociale preciso, ed è distribuito, perché nasce dalla collaborazione tra persone: insegnanti e studenti, esperti e principianti, compagni tra loro. In questi scambi la conoscenza non viene semplicemente "passata" ma  viene costruita, trasformata e adattata da ciascuno in base alla propria esperienza. Per questo l'apprendimento non è solo acquisire informazioni, ma rielaborarle per costruire una comprensione personale dell...

COGNITIVISMO, APPRENDIMENTO, BRUNER

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 COGNITIVISMO E LE NUOVE TEORIE SULL'APPRENDIMENTO Negli anni Trenti molti psicologi della Gestalt, tra cui Wertheimer e Kohler, si trasferirono negli USA per sfuggire al nazismo. Lì trovarono un ambiente dominato dal comportamentismo, che inizialmente respinse le loro idee, ma che col tempo iniziò a interessarsi alle loro intuizioni. Queste influenze contribuirono alla nascita del cognitivismo, che si diffuse nel secondo dopoguerra.  IL COGNITIVISMO E L'APPRENDIMENTO A partire dalla fine degli anni 50', il cognitivismo divenne l'approccio psicologico dominante negli USA. Pur mantenendo il metodo scientifico e gli esperimenti di laboratorio, introdusse profonde novità rispetto al comportamentismo, ritenuto troppo limitato perché considerava la mente una "black box".  I principali principi condivisi del cognitivismo sono:  1. BASI BIOLOGICHE : i processi psichici sono funzioni del sistema nervoso e servono all'adattamento dell'organismo.  2. PRINCIPIO E...

NEOCOMPORTAMENTISMO, APPRENDIMENTO LATENTE E INTENZIONALE

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 IL NEOCOMPORTAMENTISMO Il neocomportamentismo, sviluppato negli USA tra gli anni 30' e 50', ebbe come figura centrale Edward C. Tolman. Egli criticò il modello comportamentista tradizionale (stimolo-risposta-rinforzo), ritenendolo insufficiente per spiegare davvero l'apprendimento.  Tolman introdusse due variabili fondamentali:  1.MOTIVAZIONE: nasce da bisogni primari (come la fame) o da spinte istintive (come la fuga dal pericolo) ed è necessaria perché il soggetto impari e dia una risposta efficace.  2.COGNIZIONE : riguarda i vari tentativi compiuti dall'animale per raggiungere un obiettivo. Questi tentativi non sono semplici errori, ma esperienze che aiutano a riorganizzare la situazione e a trovare la soluzione.  Per Tolman, infatti, l'apprendimento è la riorganizzazione degli stimoli in funzione di uno scopo preciso, non un semplice automatismo.  L'APPRENDIMENTO LATENTE Tolman dimostrò  he l'apprendimento può avvenire anche senza rinforzo, grazi...

WERTHEIMER, I PUNTI FONDAMENTALI DELLA GESTALT

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WERTHEIMER E L'APPRENDIMENTO INTELLIGENTE Max Wertheimer, uno dei principali studiosi della Gestalt, pubblicò nel 1945 il saggio " il pensiero produttivo " dove spiegava che il vero apprendimento non deve essere meccanico o basato solo sulla memoria, ma deve essere intelligente e flessibile. Secondo lui gli studenti devono imparare a capire davvero un problema, a vedere le varie possibilità e a usare in modo creativo le proprie rappresentazioni mentali, invece di limitarsi a ripetere formule o procedimenti già pronti.  Per questo motivo il ruolo dell'insegnante, secondo Wertheimer, deve essere quello di rendere chiari tutti gli aspetti di un argomento, mostrando anche i trucchi e i metodi usati dagli esperti, e aiutando gli studenti  a trovare soluzioni originali Quindi un aspetto importante era la trasparenza del docente, il suo ruolo era diverso da quello della teoria dell'apprendimento comportamentista. Per Skinner infatti l'insegnante doveva essere chiaro ...

GESTALT, KÖHLER E INSIGHT

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 LA PSICOLOGIA DELLA GESTALT  La base teorica della Gestalt era l'approccio olistico ai fenomeni psichici, secondo " il tutto è diverso dalla somma delle sue parti "  Per i gestaltisti un sistema complesso come la mente umana non poteva essere compreso a partire dalle sue capacità più elementari. A differenza dei comportamentisti gli studio della Gestalt erano convinti che fosse necessario comprendere i processi psichici e non soltanto i legami tra CAUSA ED EFFETTO del comportamento.  KOHLER E L'APPRENDIMENTO PER INSIGHT K ö hler fece nell'isola di Tenerife alcuni esperimenti con alcuni scimpanzé, essi erano molto simili a quelli di Thorndike: l'animale chiuso in una gabbia doveva raggiungere del cibo che si trovava al di fuori di essa e  l'anim ale doveva utilizzare degli oggetti come strumenti. Sultano , la scimmia più  intelligente aveva due canne di bambù ma nessuna delle due era abbastanza lunga per prendere le banane. Dopo vari tentativi ed error...