COGNITIVISMO, APPRENDIMENTO, BRUNER

 COGNITIVISMO E LE NUOVE TEORIE SULL'APPRENDIMENTO

Negli anni Trenti molti psicologi della Gestalt, tra cui Wertheimer e Kohler, si trasferirono negli USA per sfuggire al nazismo. Lì trovarono un ambiente dominato dal comportamentismo, che inizialmente respinse le loro idee, ma che col tempo iniziò a interessarsi alle loro intuizioni. Queste influenze contribuirono alla nascita del cognitivismo, che si diffuse nel secondo dopoguerra. 

IL COGNITIVISMO E L'APPRENDIMENTO

A partire dalla fine degli anni 50', il cognitivismo divenne l'approccio psicologico dominante negli USA. Pur mantenendo il metodo scientifico e gli esperimenti di laboratorio, introdusse profonde novità rispetto al comportamentismo, ritenuto troppo limitato perché considerava la mente una "black box". 

I principali principi condivisi del cognitivismo sono: 

1. BASI BIOLOGICHE: i processi psichici sono funzioni del sistema nervoso e servono all'adattamento dell'organismo. 

2. PRINCIPIO EVOLUTIVO: i processi mentali si sviluppano insieme alla maturazione del sistema nervoso. 

3. PRINCIPIO COSTRUTTIVISTA: l'individuo costruisce attivamente la propria visione dell'ambiente selezionando informazioni e agendo su di esso. 

4. PRINCIPIO MENTALISTA: la mente può e deve essere studiata; contiene modelli interni che guidano il comportamento. 

5. ELABORAZIONE DELL'INFORMAZIONE: la mente costruisce modelli a partire dai dati esterni e interni, elaborati da unità specializzate. 

6. SIMULAZIONE: i computer possono simulare alcuni processi mentali se seguono regole simili. 

Questi principi non erano rigidi e gli studiosi ne hanno sviluppati alcuni più di altri, ma nel complesso portarono a una nuova visione della mente e a una revisione delle precedenti teorie psicologiche. Il campo dell'apprendimento del cognitivismo, che offrì contributi ancora oggi considerati fondamentali. 

BRUNER E L'IMPORTANZA DEL CONTESTO SOCIOCULTURALE

Bruner è stato uno dei maggiori psicologi cognitivisti. All'inizio studiò la percezione e fece parte del movimento NEW LOOK, che sosteneva che ciò che percepiamo dipende da bisogni, motivazioni e aspettative: un'idea innovativa rispetto al comportamentismo, perché metteva al centro l'elaborazione attiva degli stimoli. 


Nel 1957 Bruner pubblicò il pensiero: strategie e categorie, testo fondamentale del cognitivismo. Qui si analizzavano non solo le risposte dei soggetti, ma soprattutto le strategie mentali che usavano per classificare e comprendere gli stimoli. 

Secondo Bruner, l'apprendimento avviene perché l'individuo riceve moltissimi
stimoli dall'ambiente e deve selezionarli, organizzarli e categorizzarli per dare loro un significato. Non apprendiamo la realtà "così com'è" ,a la costruiamo, creando modelli mentali sempre più complessi ed efficaci per agire nel mondo. 

Queste strutture mentali non sono solo individuali: derivano anche dalla cultura e dal contesto sociale in cui viviamo. Per Bruner, infatti, l'ambiente socioculturale influenza direttamente lo sviluppo intellettuale e il modo in cui apprendiamo. 

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