BION E GLI ASSUNTI DI BASE
BION E GLI ASSUNTI DI BASE
Lo psicoanalista britannico Wilfred Bion studiò a lungo il funzionamento dei gruppi, a partire dalla sua esperienza negli ospedali psichiatrici inglesi dopo la Prima guerra mondiale, lavorando con soldati affetti da disturbi post-traumatici.
Nel 1961 pubblicò Esperienze nei gruppi, opera in cui affermò che l'essere umano è per natura un essere sociale e può sviluppare pienamente le proprie potenzialità solo all'interno dei gruppi.
L'aspetto più innovativo del pensiero di Bion è
l'idea che la dimensione gruppale esista anche nel singolo individuo, indipendentemente dalla presenza reale di un gruppo: la "gruppalità" fa parte del funzionamento psichico umano.
Secondo Bion, ogni gruppo ha una doppia natura: consapevole e razionale, tipica del gruppo di lavoro, orientato al raggiungimento di un obiettivo condiviso;
- inconsapevole, che si esprime attraverso gli assunti di base, cioè modalità emotive e irrazionali che servono a mantenere il gruppo unito, anche allontanandolo dallo scopo reale.
Bion individua tre assunti di base:
1. Dipendenza
Il gruppo si percepisce come totalmente dipendente dal leader, visto come figura protettiva e superiore. I membri temono di essere abbandonati e cercano di mantenere il favore del capo.
Esempio: l'antico Egitto, organizzato intorno alla figura idealizzata del faraone.
2. Accoppiamento
Il gruppo si fonda sulla speranza che dall'unione di una coppia nasca una soluzione futura o un "messia" che salverà il gruppo. L'attesa è centrale e il "salvatore" non deve mai arrivare davvero, altrimenti il gruppo si disgrega.
Esempio: l'aristocrazia, che mantiene consenso attraverso rituali e aspettative mai realizzate.
3. Attacco-fuga
Il gruppo resta unito percependo un nemico esterno da attaccare o da cui difendersi. Il mondo viene diviso in "noi buoni" e "loro cattivi".
Esempio: i tifosi ultrà che si compattano contro la squadra avversaria.
Infine, Bion definisce valenza la capacità dei membri di un gruppo di condividere gli assunti di base e di comportarsi in modo coerente con essi.

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