LA SESSUALITA' INFANTILE, LE FASI DELLO SVILUPPO INFANTILE, IL COMPLESSO DI EDIPO, IL MITO DI EDIPO, IL COMPLESSO DI EDIPO NELLE BAMBINE, LE ULTIME FASI DELLO SVILUPPO SESSUALE, NARCISO
LA SESSUALITÀ INFANTILE
Durante il lavoro con i pazienti, Sigmund Freud si accorse che molti ricordi rimossi riguardavano esperienze e desideri sessuali legati all’infanzia. Questa idea fu rivoluzionaria, perché all’epoca si pensava che i bambini non avessero sessualità. Freud sostenne invece che il bambino possiede una pulsione sessuale, cioè una spinta verso il piacere, e lo definì un “perverso polimorfo”, perché nella sessualità infantile esistono molte possibilità diverse di desiderio.
La sessualità adulta nasce quindi dal progressivo controllo e indirizzamento della sessualità infantile da parte della società e della cultura.
LE FASI DELLO SVILUPPO INFANTILE
Secondo Freud lo sviluppo sessuale del bambino attraversa diverse fasi.
- Fase orale (0-18 mesi): il piacere deriva dalla suzione e dalla bocca, che diventa una zona erogena. Nutrimento e piacere coincidono.
- Fase anale (18 mesi-3 anni): il piacere si concentra nella zona anale e nel controllo degli sfinteri.
- Fase fallica (3-6 anni): il piacere si sposta sugli organi genitali.
Se una fase non viene superata correttamente può verificarsi una fissazione, cioè il blocco di una parte dello sviluppo psichico, che può provocare disturbi.
IL COMPLESSO DI EDIPO
Durante la fase fallica il bambino attraversa il cosiddetto complesso di Edipo, ispirato alla tragedia Edipo Re di Sofocle.
Secondo Freud, il bambino prova un forte amore per la madre e vede il padre come un rivale che ostacola il rapporto esclusivo con lei. Vorrebbe quindi eliminare il padre e avere la madre tutta per sé.
Con il tempo, però, il bambino comprende che il padre è una figura più forte e deve rinunciare a questo desiderio. Questa rinuncia rappresenta la prima grande frustrazione e permette al bambino di crescere, separarsi dalla madre e sviluppare relazioni future con altre persone.
Per Freud il padre ha una funzione fondamentale: aiuta il bambino a confrontarsi con la realtà, con i limiti e con il mondo esterno.
IL MITO DI EDIPO
Quando scopre la verità, Giocasta si suicida ed Edipo, distrutto dal senso di colpa, si acceca e vaga per la Grecia.
Freud utilizza questo mito per spiegare i desideri inconsci infantili e il conflitto tra amore verso la madre e rivalità con il padre.
IL COMPLESSO DI EDIPO NELLE BAMBINE
Freud riconosceva che lo sviluppo femminile era più difficile da spiegare. Anche la bambina inizialmente è molto legata alla madre, ma crescendo si identifica maggiormente con lei, mentre il bambino tende a identificarsi con il padre.
Freud sottolinea inoltre che i ruoli materni e paterni non dipendono necessariamente dal sesso biologico: chiunque può svolgere funzioni di cura, protezione o guida verso la realtà.
LE ULTIME FASI DELLO SVILUPPO SESSUALE
Dopo la fase fallica il bambino entra nel periodo di latenza (6-11 anni), durante il quale la sessualità si attenua e le energie vengono rivolte soprattutto all’apprendimento e alla scuola.
Successivamente arriva la fase genitale, nell’adolescenza, caratterizzata dalla maturazione sessuale e dall’inizio della vita affettiva e sessuale adulta.
Secondo Freud, le esperienze infantili restano comunque nell’inconscio e continuano a influenzare il carattere e i comportamenti dell’adulto.
DOPO EDIPO, NARCISO
Dal 1914 Freud approfondì il tema del narcisismo ispirandosi al mito di Narciso.
Nel mito, Narciso si innamora della propria immagine riflessa nell’acqua e muore cercando di raggiungerla.
Freud parla di narcisismo primario nei primi mesi di vita: il neonato ama solo sé stesso perché non distingue ancora il proprio corpo da quello della madre.
Con la crescita questo stato viene superato, ma può comparire un narcisismo secondario, cioè un eccessivo amore per sé stessi e disinteresse verso gli altri.
Un certo livello di narcisismo è utile per l’autostima e la creatività, ma se diventa eccessivo può rendere una persona egoista, incapace di amare e, nei casi più gravi, portare alla follia o al delirio.



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