LA SECONDA TOPICA, IL CONFLITTO TRA LE ISTANZE, LA PULSIONE DI MORTE, LA GUERRA, IL DISAGIO DELLA CIVILTA'

LA SECONDA TOPICA


Le nuove teorie di Sigmund Freud portarono Freud a superare la prima topica e a elaborare una nuova rappresentazione della mente, chiamata seconda topica.

Questa nuova teoria è definita “dinamica” perché descrive non solo le parti della psiche, ma anche i conflitti tra di esse.

Le tre istanze fondamentali sono:

1. Es: è la parte completamente inconscia che contiene desideri, impulsi e pulsioni. Cerca soltanto il piacere immediato e non conosce limiti o sensi di colpa.

2. Io: è la parte che media tra desideri interiori e realtà esterna. Ha una parte conscia e una inconscia e cerca di mantenere l’equilibrio tra Es, Super-Io e mondo reale.

3. Super-Io: rappresenta le regole morali, i divieti e il senso di colpa. Cerca di controllare e reprimere gli impulsi dell’Es.


IL CONFLITTO TRA LE ISTANZE


Secondo Freud queste tre parti della mente sono continuamente in conflitto.

  • Se prevale l’Es, la persona può diventare impulsiva, aggressiva e incapace di controllarsi.
  •  Se prevale il Super-Io, la persona può essere troppo rigida, timida o piena di sensi di colpa.
  •  L’Io cerca invece di trovare un equilibrio tra desideri, regole morali e realtà.


Quando l’Io riesce a mediare bene, la persona vive in modo equilibrato; quando fallisce, compaiono sofferenza e sintomi psichici.

Freud conclude che gran parte della nostra vita mentale è inconscia: l’uomo “non comanda a casa propria”.


 LA PULSIONE DI MORTE


Dopo la Prima guerra mondiale Freud iniziò a curare molti reduci traumatizzati dalla guerra.

Osservò che queste persone continuavano a sognare scene terribili vissute al fronte, come se fossero costrette a rivivere continuamente il trauma.

Questi sogni non potevano essere spiegati soltanto con i desideri sessuali inconsci. Per questo Freud formulò una nuova teoria: oltre alla pulsione di vita esiste anche una pulsione di morte, cioè una tendenza verso la distruzione, la sofferenza e l’autodistruzione.

Freud notò anche che alcuni pazienti sembravano opporsi inconsciamente alla guarigione, quasi desiderassero restare nella malattia.

Da queste osservazioni nacque una visione molto pessimistica: nella mente umana
convivono forze che spingono sia verso la vita sia verso la distruzione.


LA GUERRA

Nel 1931 la Lega delle Nazioni invitò Albert Einstein e Freud a discutere sul tema della guerra.

Einstein sperava che l’umanità potesse evitare i conflitti attraverso la diplomazia e la cooperazione.

Freud invece sostenne che la guerra nasce da una componente distruttiva presente nella natura umana e che quindi violenza e conflitti non potranno mai essere eliminati del tutto.

Gli eventi storici successivi, come l’ascesa del fascismo e del nazismo, sembrarono confermare le sue paure.


IL DISAGIO DELLA CIVILTÀ

Nel 1930 Freud pubblicò Il disagio della civiltà, un’opera dedicata al rapporto tra individuo e società.

Freud sostiene che il progresso scientifico e tecnologico non rende necessariamente gli uomini più felici.

La civiltà migliora le condizioni di vita, riduce malattie e povertà, ma obbliga anche le persone a reprimere molti desideri e impulsi per poter vivere insieme agli altri.

Secondo Freud, più la società diventa evoluta, più aumentano regole, divieti e obblighi. Questo produce un senso di disagio e infelicità nell’uomo moderno.


L’essere umano quindi vive continuamente in conflitto tra i propri desideri personali e le richieste della società.

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