LA PSICOLOGIA DELLE MASSE, IL COMPORTAMENTO DELLA MASSA, IL RUOLO DEL LEADER, LE CONSEGUENZE SOCIALI

LA PSICOLOGIA DELLE MASSE

Dopo gli studi sul narcisismo, Sigmund Freud iniziò a interessarsi ai fenomeni sociali e al comportamento delle persone all’interno dei gruppi.

Nel 1921 pubblicò Psicologia delle masse e analisi dell’Io, in cui analizza il meccanismo dell’identificazione nelle masse.

IL COMPORTAMENTO DELLA MASSA

Freud si chiede che cosa succeda a una persona quando entra a far parte di una folla o di un gruppo numeroso.

Secondo lui, l’individuo perde molti dei freni e delle regole che normalmente controllano il suo comportamento. Per questo, in certe situazioni di massa, persone tranquille possono diventare aggressive o violente.

Freud osserva che i membri del gruppo si sentono fortemente uniti tra loro, quasi come in un rapporto di innamoramento: chi appartiene al gruppo viene visto come “buono” e va difeso, mentre chi è esterno viene percepito come un nemico.

IL RUOLO DEL LEADER

Nella massa il leader assume un ruolo centrale.

Secondo Freud, il capo rappresenta l’ideale di perfezione dei membri del gruppo: ciascuno si identifica con lui e lo considera una figura straordinaria. Per questo motivo le persone finiscono per fidarsi ciecamente del leader e accettare le sue decisioni senza spirito critico.

Freud sostiene che in queste situazioni l’individuo regredisce a una forma primitiva di comportamento, simile a quella del branco, dove conta soltanto la volontà del capo.

LE CONSEGUENZE SOCIALI

Una massa guidata da un leader carismatico può diventare molto pericolosa, perché gli individui rinunciano alla propria autonomia e possono accettare anche azioni violente o irrazionali.

Le riflessioni di Freud erano legate anche al contesto storico degli anni Venti, periodo in cui stavano nascendo i regimi totalitari europei.

Freud vide nei movimenti come il Partito Nazionale Fascista e il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori esempi di masse dominate dal culto del leader. Figure come Benito Mussolini, Adolf Hitler e Joseph Stalin venivano considerate dai loro seguaci come capi assoluti, superiori a ogni legge e critica razionale.

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