FOLLIA E PSICHIATRIA E L'ANTIPSICHIATRIA.

FOLLIA E PSICHIATRIA:

Tra XVI e XVII secolo le persone con disturbi mentali venivano rinchiuse e trattate in modo duro. Alla fine del Settecento, Philippe Pinel introdusse un trattamento più umano, iniziando lo studio scientifico dei sintomi con Jean- Étienne Dominique Esquiro 

Nel 1883 Emil Kraepelin descrisse disturbi come schizofrenia e depressione. Nel 1924 Sigmund Freud distinse tra nevrosi (senza perdita della realtà) e psicosi (con perdita del contatto con la realtà) e introdusse i concetti di Es (istinti), lo (mediazione) e Super-lo (norme e coscienza).

Più tardi si scoprì che alcune malattie mentali hanno cause organiche, come dimostrato da Louis Pasteur. Oggi si riconoscono anche fattori genetici e si usano farmaci per controllare i sintomi.

L'ANTIPSICHIATRIA:

L'antipsichiatria è una corrente nata negli anni '60-'70 che critica la psichiatria tradizionale e sostiene che i disturbi mentali dipendano soprattutto da fattori sociali e ambientali, come l'etichettamento e il modo in cui la società tratta le persone.

Critica pratiche come i trattamenti violenti, l'uso politico delle diagnosi, i manicomi e anche la classificazione del DSM. Nonostante le critiche, alcune idee dell'antipsichiatria sono state poi integrate nella psichiatria moderna, che oggi considera diversi fattori (genetici, sociali, psicologici) nell'analisi dei disturbi mentali.


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