IL PENSIERO LATERALE E LE LIBERE ASSOCIAZIONI
DE BONO E IL PENSIERO LATERALE
De Bono era un scrittore e psicologo che ha elaborato il pensiero laterale che prevede l'osservazione del problema da punti di vista differenti per individuare
più soluzioni alternative, questo pensiero permette di sfruttare tutti i dati a disposizione. Per capire questo pensiero possiamo fare un esempio:
Immaginiamo di essere in una stanza con una porta chiusa che conduce ad ultra stanza che ha una lampadina. D'avanti a ci sono tre interruttori, uno di questi è in grado di accendere la lampadina ma hai la possibilità di aprire una sola volta la porta per vedere se la lampadina è accesa.
Il pensiero laterale può aiutarci a risolvere questo tipo di problema accendendo il primo interruttore, aspettare un po' e poi spegnerlo, subito dopo accendere il secondo interruttore e aprire subito la porta andando poi a toccare la lampadina. Se la lampadina si è accesa significa che il secondo interruttore è quello che è riuscita ad accenderla ma se non è accesa ma la lampadina è calda allora il primo l'ha accesa. Invece se non è accesa ed è fredda ovviamente il terzo interruttore è quello che accende la lampadina.
FREUD E LE LIBERE ASSOCIAZIONI
Freud era un neurologo e psicoanalista che ha individuato come regola fondamentale ai fini del lavoro introspettivo psicoanalitico il MECCANISMO DELLE LIBERE
ASSOCIAZIONI.
Durante un seduta psicoanalitica il paziente deve tentare di rinunciare alla censura cosciente e di dire tutto quello che gli passa per la testa.
Secondo Freud ogni pensiero di ciascun individuo è collegato a altri pensieri e consente di scoprire vie associative.
Le libere associazioni permettono di partire da un concetto e di arrivare ad un altro.
Nell'inconscio ci sono tutti i pensieri e i ricordi troppo dolorosi e traumatici e la mente li rimuove come meccanismo di difesa.
Le attività delle libere associazioni sono quelle di emergere e di arrivare a comprendere con un'analisi l'inconscio rimosso dell'individuo per portarlo nella coscienza rielaborandolo e una volta consapevole la mente lo cerca di rendere digeribile.
Da questo Freud cerca di capire come la nostra mente viene definita creativa. Secondo lui l'atto creativo è un risultato di un processo messo in atto degli artisti e le persone che trovano una modalità di espressione dei contenuti rimossi del proprio inconscio stabilendo un rapporto tra il loro mondo interiore e quello che producono.
La creatività è uno strumento utile per superare un conflitto psichico, per Freud essa prende vita dalla capacità delle persone di trasformare i proprio impulsi in aspetti produttivi, questo meccanismo è detto SUBLIMAZIONE cioè lo spostamento dell'impulso negativo in una modalità condivisibile.

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